Pubblicato | da Federica Rosso

Il pellet può essere utilizzato in una stufa, per riscaldare una o più stanze della casa, o in una caldaia, per il riscaldamento di tutta l’abitazione o anche di un intero condominio. È però fondamentale acquistare solo combustibile di qualità certificata.

Ormai da molti anni l’Italia detiene il primato dell’utilizzo di pellet: ben 3,3 milioni di tonnellate sono state consumate solo nel 2016. Il combustibile derivato dagli scarti di lavorazione del legno è stato impiegato, sempre nel 2016, in oltre 2,5 milioni di installazioni, delle quali il 96% sono apparecchi domestici. Quali sono le ragioni di questo successo? Rispetto alla legna il pellet è di più facile utilizzo, in quanto viene utilizzato in apparecchi di riscaldamento a caricamento automatico, e ha un elevato potere calorifico.

Come riconoscere la qualità

Al momento dell’acquisto, i sacchi di pellet sembrano tutti uguali, ma non è così! Esaminare bene le confezioni: deve essere riportato il marchio di qualità enplus. Si tratta di una certificazione internazionale, che garantisce che il prodotto è stato controllato lungo tutta la filiera, dalla materia prima alla consegna, e che è qualitativamente uguale (dal punto di vista chimico, fisico ed energetico) a prescindere dal Paese di provenienza. Esistono poi 3 classi di qualità che vanno dalla A1, la migliore, alla A2 e alla B

Qual è la differenza in termini pratici? Una stufa o una caldaia alimentate con pellet ENplus con riducono le emissioni di polveri sottili fino a 4 volte rispetto a quelle emesse da stufe o caldaie che usano pellet non certificato. Non solo: i generatori che utilizzano pellet certificato ENplus emettono fino a 10 volte meno CO2 rispetto alle caldaie che utilizzano fonti fossili tradizionali.

Ma quanto costa riscaldare con il pellet? E soprattutto, ci permette di risparmiare?

Aiel (Associazione Italiana Energie agroforestali) ha elaborato delle stime, calcolate sul fabbisogno termico di un’abitazione di 100 mq, che è di 12 MWh e sui prezzi dei biocombustibili che l’associazione rileva ogni trimestre. Quello del pellet certificato ENplus è di circa 65 euro/MWh. Si fanno quindi 2 ipotesi.

Caldaia. Se si sceglie di riscaldare 100 mq con una caldaia alimentata a pellet certificato ENplus, per tutto l’inverno, il costo per l’acquisto del biocombustibile rinnovabile sarà di di 780 euro (12 MWh x 65 euro). Ciò consente un risparmio del 13% rispetto al metano, del 51% rispetto al gasolio, del 72% rispetto al gpl.

Stufa. Se invece si decide di integrare l’impianto di riscaldamento esistente (caldaia a metano, gasolio o gpl) con una stufa a pellet, e supponendo che la stufa contribuisca per il 50% al riscaldamento dell’abitazione, il costo sarà di 390 euro (780:2). Tale valore andrà a sommarsi al costo del combustibile necessario per l’alimentazione della caldaia tradizionale: 450 euro nel caso del metano, 792 euro nel caso del gasolio e 1.398 euro nel caso del gpl. Di conseguenza, integrando l’impianto di riscaldamento esistente a fonte fossile con una stufa a pellet, nella misura del 50%, si avrà un risparmio del 6% sul riscaldamento totalmente a metano, del 25% sul riscaldamento totalmente a gasolio e del 36% sul riscaldamento totalmente a gpl. (fonte: Aniel)  

Ci sono anche le agevolazioni

L’acquisto di una stufa alimentata a pellet può beneficiare delle detrazioni fiscali o del Conto Termico 2.0. Il Conto Termico è un’agevolazione statale che incentiva la sostituzione di generatori di calore obsoleti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni apparecchi a biomassa legnosa. L’incentivo, a seconda dell’efficienza della stufa, può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento e viene erogato tramite bonifico bancario (info: www.gse.it).

In lavorazione...

Aggiunto al carrello.

Aggiunto alla lista dei desideri.